
elena bertinotti
Laureata nel 1993 al Politecnico di Milano con la tesi “Le case a patio”, relatore Cino Zucchi.
Dopo aver collaborato con alcuni studi di Milano, a partire dal 1998, ha svolto attività professionale in proprio prevalentemente nell’ambito della progettazione ambientale con Enti e Amministrazioni pubbliche e progettazione edilizia per insediamenti turistico-alberghieri e residenziali.
Collabora inoltre con l’arch. Consalez, come cultore della materia, al corso di progettazione ambientale del Politecnico di Milano, ha frequentato i corsi ANAB (associazione nazionale architettura bioecologica).
Laureata nel 1993 al Politecnico di Milano con la tesi “Le case a patio”, relatore Cino Zucchi.
Dopo aver collaborato con alcuni studi di Milano, a partire dal 1998, ha svolto attività professionale in proprio prevalentemente nell’ambito della progettazione ambientale con Enti e Amministrazioni pubbliche e progettazione edilizia per insediamenti turistico-alberghieri e residenziali.
Collabora inoltre con l’arch. Consalez, come cultore della materia, al corso di progettazione ambientale del Politecnico di Milano, ha frequentato i corsi ANAB (associazione nazionale architettura bioecologica).

paolo citterio
Laureato nel 1996 al politecnico di Milano con la tesi "L\'esterno e la città dimenticata.
Progetto per una nuova sede dell\'Università di Cremona nell\'area degli ex monasteri", relatore arch. Cino Zucchi.
Nel 1994 collabora con lo studio di architettura di Boris Podrecca (Vienna) e dal 1995 al 1997 collabora con lo studio di Cino Zucchi e con lo studio di Maurice Cerasi a Milano, nel 1998 con Michele de Lucchi (Studio & Partners) realizza i magazzini del design Stilwerk sulla Kantstrasse a Berlino.
Laureato nel 1996 al politecnico di Milano con la tesi "L\'esterno e la città dimenticata.
Progetto per una nuova sede dell\'Università di Cremona nell\'area degli ex monasteri", relatore arch. Cino Zucchi.
Nel 1994 collabora con lo studio di architettura di Boris Podrecca (Vienna) e dal 1995 al 1997 collabora con lo studio di Cino Zucchi e con lo studio di Maurice Cerasi a Milano, nel 1998 con Michele de Lucchi (Studio & Partners) realizza i magazzini del design Stilwerk sulla Kantstrasse a Berlino.

anna chiara morandi
Laureata nel 1995 al politecnico di Milano con la tesi "Kunst-Wandern: spazi espositivi per l\'arte contemporanea a Milano", relatore Cino Zucchi, co-relatrice Angela Vettese.
Dal 1993 al 1994 collabora con lo studio di architettura di Emilio Battisti, dal 1994 al 1998 collabora con lo studio dell'arch. Cino Zucchi a Milano e dal 1998 al 1999 con lo studio di Michele de Lucchi.
Laureata nel 1995 al politecnico di Milano con la tesi "Kunst-Wandern: spazi espositivi per l\'arte contemporanea a Milano", relatore Cino Zucchi, co-relatrice Angela Vettese.
Dal 1993 al 1994 collabora con lo studio di architettura di Emilio Battisti, dal 1994 al 1998 collabora con lo studio dell'arch. Cino Zucchi a Milano e dal 1998 al 1999 con lo studio di Michele de Lucchi.
Ai progetti dello studio hanno partecipato in questi anni:
Sarah Bolzoni, Claudio Angelo Borroni, Sea Hi Caffarelli, Daniela Cappuccio, Oriana Codispoti, Alberto Dusi, Carlo Dusi, Davide Mazzucchelli, Chiara Digrandi, Simone Ferrara, Giacomo Fusetti, Francesco Fusillo, Ilaria Girardi, Luca Labita, Alessandro Lainati, Federica Leoni, Andrea Morstabilini, Daniela Rizzi, Maria Rita Solimando Romano, Carlo Vagliani, Francesca Zanetta.
Sarah Bolzoni, Claudio Angelo Borroni, Sea Hi Caffarelli, Daniela Cappuccio, Oriana Codispoti, Alberto Dusi, Carlo Dusi, Davide Mazzucchelli, Chiara Digrandi, Simone Ferrara, Giacomo Fusetti, Francesco Fusillo, Ilaria Girardi, Luca Labita, Alessandro Lainati, Federica Leoni, Andrea Morstabilini, Daniela Rizzi, Maria Rita Solimando Romano, Carlo Vagliani, Francesca Zanetta.
Alcuni concorsi internazionali e nazionali vinti e alcuni importanti incarichi pubblici e privati sono stati l’occasione per catalizzare una struttura capace di affrontare l’intero processo che caratterizza lo sviluppo dei progetti contemporanei dal disegno urbano al product design.
La costituzione di da-a architetti è divenuto quindi un punto di confronto che si qualifica tramite lo scambio di reciproche competenze. Da-a significa da un luogo a un altro, da un punto di vista a un altro sottolineando l’importanza del passaggio, della trasformazione e della gradualità che la migrazione dei processi e delle persone rappresentano nel mondo attuale.
Il focus principale dell’attività è rivolto alle potenzialità che l’architettura ha nell’interpretare la vita quotidiana e i suoi mutevoli bisogni anche definendo nuove procedure di relazione tra promotori e attori del processo di realizzazione di edifici, spazi, oggetti.
La consapevolezza del ruolo cruciale delle tematiche energetico-ambientali richiede d’altro canto un parallelo sviluppo di un’idea di spazio non solo orientato ad un uso ottimale delle risorse materiali, ma aperto ad una continua ricerca sugli usi ed interpretazioni possibili del territorio contemporaneo.La sempre più crescente necessità di collaborare con differenti discipline si è tradotta non in pura sommatoria di adempimenti, ma in importanti occasioni per riuscire ad ottenere proposte innovative, mantenendo un dialogo creativo tra costruzione e ricerca.
La costituzione di da-a architetti è divenuto quindi un punto di confronto che si qualifica tramite lo scambio di reciproche competenze. Da-a significa da un luogo a un altro, da un punto di vista a un altro sottolineando l’importanza del passaggio, della trasformazione e della gradualità che la migrazione dei processi e delle persone rappresentano nel mondo attuale.
Il focus principale dell’attività è rivolto alle potenzialità che l’architettura ha nell’interpretare la vita quotidiana e i suoi mutevoli bisogni anche definendo nuove procedure di relazione tra promotori e attori del processo di realizzazione di edifici, spazi, oggetti.
La consapevolezza del ruolo cruciale delle tematiche energetico-ambientali richiede d’altro canto un parallelo sviluppo di un’idea di spazio non solo orientato ad un uso ottimale delle risorse materiali, ma aperto ad una continua ricerca sugli usi ed interpretazioni possibili del territorio contemporaneo.La sempre più crescente necessità di collaborare con differenti discipline si è tradotta non in pura sommatoria di adempimenti, ma in importanti occasioni per riuscire ad ottenere proposte innovative, mantenendo un dialogo creativo tra costruzione e ricerca.
