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I siti per scaricare mp3 da YouTube sono la più grande minaccia all’industria musicale

I siti web per scaricare mp3 da Youtube (in gergo tecnico questa azione di chiama ripping) rappresentano la più grande minaccia per il mercato della musica globale.

Negli ultimi anni c’è stato, da parte di importanti figure del settore, un grosso contrasto verso questi siti con l’obiettivo di affrontare il problema una volta per tutte.

I siti che consentono di scaricare musica da Youtube e di convertire video in file MP3 (sul telefono o sul computer) attirano milioni di visitatori.

Secondo alcune stime circa un terzo dei giovani nella fascia di età 16-24 anni nel Regno Unito ha utilizzato uno o più di questi servizi per scaricare musica gratis dalla piattaforma video di Google.

Le altre piattaforme di streaming video interessate dai siti di ripping illegali includono DailyMotion, SoundCloud e Vimeo; tuttavia risulta che YouTube sia di gran lunga il più colpito da questo fenomeno di pirateria musicale.

I risultati del giro di vite iniziato nel 2016 stanno iniziando a farsi vedere, grazie a uno sforzo coordinato da parte di organizzazioni che rappresentano società discografiche negli Stati Uniti e nel Regno Unito.

All’inizio di questa settimana, il sito di stream ripping MP3Fiber è stato costretto a chiudere in seguito a pressioni legali.

Tuttavia, decine di siti che offrono servizi simili rimangono comunque attivi e sono facilmente accessibili attraverso Google, il cui motore di ricerca (per utenti italiani) fornisce circa 1,5 milioni di risultati per il termine “convertitore MP3” o “youtube converter”.

YouTube ospita addirittura video che spiegano esattamente come usare questi servizi, alcuni dei quali hanno accumulato decine di migliaia di visualizzazioni per diversi anni.

I siti illegali sono in grado di monetizzare la loro popolarità attraverso la pubblicità online, facendo utili su musica che appartiene legittimamente ai creatori di contenuti e ai detentori del copyright.

Un uso così diffuso rende questi convertitori da YouTube la minaccia più grande per i detentori del copyright e per l’industria musicale in generale (senza dimenticare l’esistenza di siti torrent illegali).

Oltre ai siti di ripping esistono anche app che offrono un servizio simile, come Videoder, che ha oltre 40 milioni di utenti in tutto il mondo.

La British Phonographic Industry (BPI), l’associazione commerciale dell’industria discografica del Regno Unito, è tra coloro che cercano di cancellare questi siti illegali da Internet e incoraggiare l’uso di siti di streaming di musica legale.

Geoff Taylor, amministratore delegato del BPI e Brit Awards, ha dichiarato a The Independent:

“Anche se l’azione coordinata dell’industria discografica sta dando alcuni risultati, dobbiamo continuare ad agire contro i siti illegali che costruiscono enormi fortune alle spalle di artisti ed etichette musicali.”

Taylor ha detto che la vasta gamma di servizi legali di streaming, come Spotify e Apple Music, potrebbe essere minacciata se il problema di questi siti per scaricare musica gratis online non sarà gestito correttamente. E il modo migliore per farlo, ha detto, è attraverso un giro di vite coordinato.

Ma inseguire e chiudere questi siti non è un problema semplice, anche perché alcuni gruppi che si occupano di diritti digitali sostengono che essi forniscono un servizio legittimo, pur essendo utilizzati in modo scorretto da alcune persone.

La Electronic Frontier Foundation (EFF) ha affermato:

“Esiste un vasto e crescente volume di video online con licenza per il download e la modifica gratuiti o che contiene tracce audio non soggette a copyright. Inoltre, molte estrazioni di flussi audio si qualificano come fair use non violanti dal punto di vista del copyright. Fornire un servizio che sia in grado di estrarre tracce audio per questi scopi legittimi è di per sé lecito, anche se alcuni utenti violano questo diritto.”

Da parte sua, YouTube afferma di aver “investito molto” in strumenti di gestione del copyright e dei contenuti, come il Content ID, che è una tecnologia che offre ai titolari dei diritti strumenti per gestire e monetizzare i loro contenuti.

I termini di servizio della piattaforma YouTube (di proprietà di Google) affermano che agli utenti è vietato l’accesso ai contenuti di YouTube tramite terze parti, mentre non è consentita la disattivazione delle funzionalità che impediscono la copia dei contenuti.

Un portavoce di YouTube lo ha ribadito a The Independent e ha detto che stanno lavorando per impedire che tali pratiche abbiano luogo.

“I nostri termini di servizio vietano il download o la copia di video da YouTube senza il consenso esplicito da parte del titolare del copyright. Una volta notificato uno strumento di violazione o un servizio che consente il download di un video di YouTube senza l’autorizzazione del proprietario dei contenuti, adottiamo le misure appropriate.”