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La differenza tra i vari tipi di autoabbronzanti e come applicarli: una guida

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Con le temperature in aumento non passerà molto perché ci si ritrovi a indossare vestiti più corti e più aperti: non c’è niente di male, così, a voler dare un po’ di colorito alla pelle con un autoabbronzante. Come sceglierlo e applicarlo, però, per essere sicuri di ottenere buoni risultati e per quanto più tempo possibile? Rispondere richiede di fare i conti con una quantità e una varietà di prodotti per l’abbronzatura senza sole disponibili oggi molto più grande che un tempo, tra cui non sempre è facile scegliere soprattutto se si sta cercando un prodotto di buona qualità.

Autoabbronzanti diversi, per effetti diversi e con tempi e modi di applicazione diversi

Avere un’idea di massima di come funzionano gli autoabbronzanti può essere d’aiuto in questo senso. Generalmente sono prodotti a base di sostanze che contengono diidrossiacetone, un principio attivo che facendo reazione con le proteine presenti sullo strato più superficiale della pelle dà vita a composti colorati che visivamente simulano il colore ambrato dell’abbronzatura. Di fatto cioè gli autoabbronzanti, almeno quelli più tradizionali, colorano la pelle e lo fanno senza coinvolgere la produzione di melatonina, responsabile dell’abbronzatura dopo l’esposizione ai raggi solari: è per questo che l’effetto che si ottiene è solo transitorio e sparisce, cioè, dopo qualche giorno e con le normali docce, a meno di non continuare con l’applicazione del cosmetico. Qualche autoabbronzante ha oggi formulazioni arricchite da zuccheri, o più per l’esattezza da eritrulosio, che interagiscono con la cheratina e che hanno il vantaggio di disidratare meno la pelle risultando adatti all’applicazione anche sulle pelli più secche da un lato e, dall’altro, capaci di far durare l’abbronzatura più a lungo. Tra le proposte delle varie marche di cosmetici si trovano, ancora, autoabbronzanti dall’azione antiossidante, idratante, tonificante: sono plus che vanno valutati in virtù di eventuali bisogni specifici della propria pelle e considerando comunque che l’applicazione dell’autoabbronzante non può sostituirsi alla normale routine quotidiana e dovrebbe essere riservata solo a periodi di tempo limitati. Tra i migliori autoabbronzanti che si trovano oggi in commercio ci sono, invece, prodotti a base di tirosina che svolgono un’azione non solo colorante ma di stimolazione della produzione di melatonina e che sono, cioè, a tutti gli effetti degli intensificatori di abbronzatura, utili per ottenere più velocemente un colorito ambrato della pelle e farlo con risultati duraturi.

C’è chi consiglia per amplificare gli effetti dell’autoabbronzante di assumere integratori di betacarotene o alimenti che ne sono naturalmente ricchi. La buona resa dell’autoabbronzante dipende molto, in realtà, da come lo si applica. La prima importantissima regola è essere costanti e attenersi alle indicazioni dei produttori: autoabbronzanti diversi, infatti, hanno tempi di posa diversi e colorano la pelle dopo un certo numero di applicazioni distanziate tra di loro da una certa quantità di tempo. Altrettanto importante è applicare l’autoabbronzante su pelle pulita e quanto più possibile esfoliata: meglio, insomma, concedersi uno scrub corpo qualche giorno prima di cominciare con le applicazioni dell’autoabbronzante. Soprattutto per evitare un effetto a chiazze è fondamentale, infine, applicare uniformemente l’autoabbronzante: molto dipende in questo senso dalla texture del cosmetico e la regola generale è che, anche se richiedono di più tempo per l’applicazione, gli autoabbronzanti fluidi o gli autoabbronzanti in gel sono più performanti in questo senso rispetto agli autoabbronzanti spray per esempio.

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