la link building nell'era degli scettici
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La link building nell’era degli scettici

La link building oggi va ben oltre la semplice creazione di un link per influenzare il posizionamento e arrivare in prima pagina sui motori di ricerca.

Quando Google apparve sulla scena ormai due decenni fa, superò rapidamente motori di ricerca già popolari (in particolare AltaVista, Infoseek e Lycos) per due motivi principali.

Innanzitutto, la maggior parte dei servizi di ricerca è stata coinvolta in quella che si sarebbe rivelata una moda fatale: trasformare le loro home page in un portale Internet, trascurando la loro funzione principale ovvero quella di fornire la migliore esperienza di ricerca possibile.

In secondo luogo, e forse più importante, Google ha aperto la strada al concetto di utilizzo dei link come mezzo potente per valutare la qualità delle pagine Web, attraverso il suo algoritmo PageRank.

L’idea era allo stesso tempo elegante e relativamente semplice: i link erano molto simili alle citazioni nella letteratura accademica, essenzialmente un modo per l’autore di una pagina web di approvare o “votare” un’altra pagina web.

Avere molti link che puntavano a una pagina suggeriva il fatto che quella determinata pagina era di qualità migliore, rispetto ad un’altra pagina con aveva solo pochi link che puntavano ad essa.

I collegamenti ipertestuali da pagine autorevoli erano ancora migliori e potenti.

Usando l’algoritmo PageRank, la Google Search si è dimostrata molto migliore rispetto ai suoi concorrenti e grazie a questa supremazia li ha rapidamente spazzati via dal mercato.

I SEO si sono resi subito conto che avevano bisogno di concentrare il loro lavoro su Google e l’attività di link building è diventata una componente essenziale dell’ottimizzazione per i motori di ricerca.

All’inizio, i link builder hanno semplicemente chiesto ad altri proprietari di siti internet di collegarsi al loro sito e tali richieste erano generalmente concesse, soprattutto se in cambio veniva offerto un collegamento reciproco.

Oggi, la link building rimane una parte essenziale degli sforzi di un SEO per ottenere una visibilità ottimale su uno o più motori di ricerca.

Ma nell’era delle notizie false, dei contenuti discutibili e delle politiche aziendali che governano ciò che può e non può essere fatto sulla maggior parte dei siti Web di alta qualità, la creazione di link è diventata un compito molto più difficile.

Al giorno d’oggi, la l’enfasi va messa non tanto sulla sensibilizzazione e richiesta di collegamenti quanto sulla creazione di contenuti che si distinguono, che possano attrarre collegamenti e, infine, che siano in grado di indirizzare le persone verso il business di un cliente.

Come strutturare una strategia di link building

È dunque opportuno stabilire il processo di link building in quattro parti essenziali:

  1. Stabilire gli obiettivi per il contenuto: nessuno di noi ha le risorse per creare contenuti con la speranza che qualcuno la pubblicherà. Tantomeno abbiamo il tempo di creare contenuti con la speranza che essi possano fornire un ritorno misurabile. È dunque necessario utilizzare gli obiettivi di business per identificare quali siano le opportunità per sviluppare i temi e i tipi contenuti più adatti;
  2. Identificare i temi principali del proprio argomento di riferimento: comprendere i nostri obiettivi per il contenuto ci consente di identificare precisamente i temi per i contenuti che inseriremo. Dobbiamo dare la priorità ai contenuti che ci aiuteranno a raggiungere i nostri obiettivi, ma anche a entrare in empatia con il nostro pubblico. Gli strumenti per la ricerca di parole chiave possono aiutare a identificare e segmentare gli argomenti in base all’interesse dell’utente e al modo in cui essi si allineano con le esigenze aziendali. Questo ci consente di creare una strategia supportata dai dati per guidare i contenuti e la link building verso gli obiettivi e le parole chiave;
  3. Ricercare le lacune nei contenuti: l’esecuzione di un’analisi sul gap di contenuto consente di identificare quali contenuti sono già sul ​​sito, cosa funziona, cosa manca e dove è possibile concentrare gli sforzi. Questo aiuta a posizionare i tuoi contenuti, e ti aiuta anche a indirizzare i tuoi contenuti in modo più specifico per le condivisioni e la conversione;
  4. Creare contenuti linkabili: ottenere contenuti posizionati è una cosa, creare qualcosa che le persone vogliono condividere è un’altra. Per avere successo, il contenuto che crei deve essere degno di ricevere link e impostato per essere diffuso. Il contenuto ben collegabile contiene elementi come una ricerca originale oppure immagini accattivanti (video, grafici, infografiche, meme).

Conclusione

In definitiva, la link building di oggi va ben oltre il semplice link per influenzare il posizionamento nei motori di ricerca.

Un piano di creazione di link completo richiede la corrispondenza tra:

  • Il processo di creazione del contenuto e il processo di link building, rispetto agli obiettivi di business;
  • La progettazione del contenuto che più probabilmente potrà essere condiviso e incentrato sugli sforzi di outreach (che molto probabilmente convertirà in vendite).